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La Valletta Group -
Portogallo 2010
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PORTOGALLO - (19-27 Agosto)
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i commenti e i "voli pindarici" città per
città Portogallo (la gita degli
oh…oh…oh)
A dispetto della conformazione morfologica poco montuosa
e del suo passaggio a volte perfino monotono suddiviso
in tre settori
-arido e desertico al sud
- brullo e con immense coltivazione di sughero al centro
- lussureggiante e verdeggiante di pinete ed eucaliptus
con vaste colture di olivi e viti al nord
Il Portogallo è un paese capace di destare nel
visitatore sensazioni uniche: in ogni tappa, in ogni
meta ci è uscita la classica esclamazione …oh!!! Al
contemplare quelle opere eccezionali, non per nulla
considerate patrimonio “UNESCO” .
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Lisbona (…oh!!!)
ci accoglie con il suo ampio abbraccio di piazze
sconfinate – di parchi immensi che digradano fin sulla
Plaza de Comercio con un tuffo sul placido Tago – a
raggiera viuzze erte si inerpicano coi loro pavè sui
colli che conducono al castello e ridono e occhieggiano
al passante con le pareti dai mille azulejos variopinti,
con i balconcini in ferro battuto odorosi di fiori e
piante, con le finestre dalle tende dai mille ricami. |
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Belem (…oh!!!)
A San Justin lasci alle spalle il mondo consueto e ti
immergi nel tardo ‘500, senti i passi felpati dei
religiosi oranti che si affrettano ad attraversare il
chiostro per entrare nella Basilica. Per noi quel
chiostro, su due piani con bifore e trifore in doppio ordine
in perfetto stile manuelito così ricco e luminoso di
fresco restauro, è più che un luogo sacro, è apogeo
artistico che scioglie il cuore e ti lascia pensare
quanto l’uomo sappia creare. |
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Belem - la torre (…oh!!!)
Perfetto guardiano della città all’ingresso della foce
del Tago. Così maschia e forte proteggi dagli invasori.
Baluardo per la fede, le ricchezze, la pace. Spazia con
lo sguardo fin sull’oceano. La sua sagoma candida e le
sue bocche di fuoco avvisano i mori che i soldati sono
estremamente determinati a difendere la cristianità. |
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Sintra – Parco Nazionale – Sala del Consiglio (…oh!!!)
…e avverti il brusio sommesso dei consiglieri che subito
si spegne quando il Re prende la parola, la sala del
Consiglio con i suoi azulejos che ornano le pareti
ottagonali e lasciano spazio ai sovrastanti affreschi
con scene di caccia fino a perdersi nella lignea dorata
cupola, risuona della voce decisa e forte del Monarca
che dispensa ordini e indicazioni. Poi l’assise si
scioglie, ognuno torna al suo quotidiano e mentre gli
armigeri scortano il Re, resta nell’aria l’odore, il
sapore, il colore di un Medioevo che già proietta il suo
manto nella nuova era. |
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Capo da Roca (…oh!!!)
Il vento che ti ulula addosso parole forti e sferzanti,
la nebbia che come prestigiatore fa apparire e
scomparire il paesaggio d’intorno, i flutti minacciosi
che si infrangono sulla scogliera perpendicolare, alta
sul mare, e fanno sballottare l’incauto marinaio con le
sue vele spiegate in disfida. Finalmente una schiarita,
il faro indica il punto più occidentale del continente.
Tra poco il porto, l’abbraccio dell’amata, il calore del
fuoco, la serenità. |
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Evora.. (oh!!!)
Superi la cinta medievale, ammiri i palazzi bianchi
orlati di giallo, percorri gli ampi portici, avverti il
vociare chiassoso ed irruente dei mille studenti
universitari che, in inverno, rincorrono lezioni od
amori e lasciano spazio ora, in estate, allo spartano
silenzio. Sali fino all’antico Borgo e nella Piazza
ornata dalla medioevale Sé dal moresco ed aureo convento
de Loios, troneggia perenne il tempio di Diana di romana
fattezza, di corinzio splendore, indice di epoca
magnifica che il tempo, le intemperie, i terremoti, le
guerre, non hanno potuto scalfire. |
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Tomar (templari) (…oh!!!)
Eccoli, arrivano, largo…fate largo… lo scalpitar degli
zoccoli risuona sull’erto selciato, i cavalli sudati e
sbruffanti arrancano nel supremo ultimo sforzo di
condurre cavalieri e corazze fin sul al “Convento di
Cristo”. Le insegne crociate spiegate al vento macchiano
il cielo terso di colori ilari. Arrivano. Portano seco …
vittoria, fama, onore, reliquie strappate in Terra Santa
alla furia dei mori. Entrano cavalli e cavalieri nella
Chiesa dalla quale erano partiti col voto “O
Gerusalemme… o morte”, ed offrono il vessillo della
liberata città santa al Cristo. Nel tempio dai sedici
lati si erge altro tempio ottagonale, l’odore di incenso
si diffonde e copre la fatica dei cavalli e la
stanchezza dei cavalieri. I lignei decori dorati
brillano al riflesso del sole che, al tramonto, filtra
dal rosone, il canto del “Te Deum” si spande nell’aere e
una lacrima di commozione si scioglie sull’elmo
imperioso del templare.
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Coimbra – Università – Biblioteca (…oh!!!)
“…mi prendi per favore quel tomo?” “ma certamente” …mi
inerpico sull’angusto accesso al ballatoio e salgo la
scala fino allo scaffale ligneo più alto… è bella anche
da quassù … questa magnifica biblioteca dall’ebano con
finiture d’oro, dagli affreschi policromi, dagli arazzi
con filamenti preziosi. Il silenzio, la meditazione, la
riflessione, lo studio, la ricerca, il sapere,
traspirano da ogni angolo. Qui studiosi, luminari,
docenti, hanno bevuto alla fonte fresca della scienza e
della letteratura. Qui si sono incrociate e confrontate
idee, sguardi, amicizie, amori …”ecco il volume che
cercavi … a proposito … sei libera stasera? … Quel largo
sorriso, quello sguardo pudico che abbassandosi cela un
po’ di imbarazzo mi lasciano ben sperare… |
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Porto (...oh!!!)
L'imbarcazione sale lenta, il Douro con il suo carico
prezioso, trascinando con se l'odore mielato del vino
che emanano i barili. Lo sguardo si leva all'altra
sponda del fiume e una vista eccezionale ti si presenta
d'incanto. Le trecentesche mura di cinta basse, offrono
nei loro archi rifugio a miriadi di piccoli esercizi
oggi ad uso dei turisti, una volta a retaggio di antichi
mestieri di scaricatori, di scambio di mercanzie, di
spezie ed allora comprendi come questa sia la porta
dell'Occidente verso l'Oriente. Più su, piccole
costruzioni variopinte di azulejos salgono in compagnia
delle loro ridenti stradine, fino alla città alta
dominata da monumenti della cristianità. Ma il
pulsare della vita nei vicoli, le donne che offrono i
loro ricami, gli odori speziati delle cucine, il suono e
il canto del "fado", le presenze multietniche ti
confermano che da qui a Macao, a Capo di Buona Speranza,
alla Sierra Leone è teso un ponte che annulla distanze e
diversità.
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Ciao Portogallo,
obrigado. |
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diario di viaggio |
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19 agosto
Piancastagnaio- Lisbona |
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19.08.2010 Partenza ore 7,15 (di Luciano) anche se
stavolta sono Elvio e Giovanni a tardare, causa Bancomat
reticente. Primo P.P.-stop a Civitavecchia con
stiracchiamenti, colazioni … o solo un buon caffè. Volo
perfetto ma si atterra con qualche scossone sul suolo
Portoghese alle 14 (con un’ora in meno rispetto al fuso
orario di Greenwich). Moreno ormai non è più in tempo a
tornare indietro, quindi cerchiamo un pulmino che ci
porti all’alloggio prenotato, disgraziatamente non ci
siamo accorti che l’autista offriva un servizio in più:
la sauna, trenta gradi all’esterno e ben cinquanta
all’interno per cui siamo arrivati all’Hotel Edoardo
VIII abbastanza sbattuti. Ci sono toccate camere con i
lettini separati, uno per giocare l’altro per dormire,
ad Enio, data l’età, è toccato il letto con l’incerata.
Una volta sistemati i bagagli partiamo per la visita di
Lisbona in particolare il quartiere di Baixa e il
Rossio, una delle principali piazze con l'accesso alla
vecchia ferrovia. Rua Augusta ha un lastricato tanto lucido che abbiamo chiesto ad Ivana
se per caso non fosse opera sua – Praca de Comercio e
tanti palazzi rivestiti dalle famose ceramiche azulejos.
Prendiamo il giallo tram n°28 per il giro turistico in
Alfama, qui le persone “si attaccano al tram” nel senso
letterale del termine, ogni tanto vedi qualcuno a
penzoloni. Cena a base di ottimo pesce. Alle
9.30 – orario italiano 10.30 – a Piano avremmo già
digerito il gelato di Daiana-leiGiovannicheprende. |
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20.08.2010 Levata
all’alba, il decimo piano dell’hotel, vetusto ma
dignitoso, ci offre un’ottima vista e anche un’ottima
colazione intorno alle 8.30. Siamo diretti a Belem,
distante solo circa 5 Km, con la metro e proseguiamo poi
in treno cominciando un'odissea avanti e indietro lungo
i binari: nel primo treno sono rotte le porte per cui
arriviamo oltre la nostra meta, scendiamo e prendiamo il
sottopassaggio per salire sul treno che ci riporta
indietro, peccato che questo non ha la fermata a Belem ,
scendiamo perciò alla stazione successiva, Alges, per
rimanere di ges; altro sottopassaggio, altro treno,
stavolta è quello giusto ma arriviamo che ormai è quasi
l’ora di pranzo.Enio non ha provato il letto... ma con
tutto questo su e giù...è...venuto. Visita al monastero dos Jeronimos de
Belem – chiostro oh!!! Poi lo stomaco reclama e ci
fermiamo alla tavola calda e cafè del centro culturale.
Rinfrancati, ma anche leggermente “appennicati” ci
rechiamo alla famosa torre di Belem (oh!!!) Ritorno con
il tram che ci lascia direttamente in plaza de la Figueira,
ma di figa punta . Città vecchia – visita alla
cattedrale di Lisbona Sè Santa Maria Major in stile romanico
con matroneo – abside in gotico e chiostro Moresco con
cappelle cinerarie, scavi medioevali tra cui una cisterna e romanici
Basilica VI e III secolo a.C. Dal castello de Sao
Jorge vista
panoramica di Lisbona, piccolo borgo all’interno con
viuzze, balconcini fioriti e ricami alle finestre. Cena al
solito posto (stiamo diventando sempre più abitudinari
anche all’estero) poi passeggiata con gelato che non
regge il confronto con quello di
Daiana-leiGiovannicheprende, ci consoliamo con lo
shopping da veri turisti all’Hard Rock Cafe in notturna.
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21 agosto Sintra -
Cabo da Roca |
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Auguri a Dani Dani di prima mattina, poi di nuovo ci
avventuriamo nella metro, Mariangela se la prende con la
scala mobile che non sale… per poi accorgersi che è
andata contromano su quella che invece scende (del resto
si trattenuta per due giorni, prima o poi ne doveva ben
combinare una delle sue!!!) Iniziamo con il ritiro delle
auto prenotate, il garage non sembrerebbe lontano ma
nessuno vuole camminare. Dalla sera precedente si
stabilisce di prendere la metro, anche per una sola
fermata. Arrivati in stazione verifichiamo che i nostri
biglietti sono appena scaduti, si decide per una
ricarica (Lisbona possiede un sistema di ticket con
biglietti intelligenti... forse troppo per noi). Ritiriamo
le auto molto belle e spaziose, però di colore nero e
con i vetri offuscati, un pò da ... scongiuri , chi è
attrezzato si tocca prima di partire per la regione
dell’Estremadura alla volta di Sintra.
Visitiamo per primo il Palazzo Nazionale. Ci rimangono
impresse le immense cucine con due enormi camini a
tronco di cono che svettano diversi metri più in su del
tetto e gli spiedi lunghi tre metri appoggiati a
supporti di ferro. Attraversiamo diverse sale : delle
Sirene, delle Picche, dei Cigni prima di arrivare nella
sala del Gran Consiglio dove catturano la vista le
maioliche, azulejos naturalmente, e la dorata cupola ottagonale
interamente dipinta (oh!!!). Troviamo un posto per
mangiare a soli 8 €, ampiamente caldeggiato dal cassiere
della Valletta Giovanni. Nel pomeriggio saliamo la
montagna di Sintra (Sierra de Sintra - per dirla in
portoghese) per visitare il Castello De La Pena immerso
nell’omonimo parco. Qui si nota la sovrapposizione di
stili tra moresco e tardo 500. Approfittiamo di una
panchina all'interno, per la classica foto di Luciano ed
Elvio stravaccati con lo sfondo di una finestra
arabo-gotica-manuelino-rinascimentale.
Non poteva mancare al nostro itinerario la visita a Capo
da Roca - l’estrema punta occidentale dell’Europa
continentale. Dalla cima delle scogliere cerchiamo di
ammirare tra la nebbia l’Oceano che si infrange in
basso, Noi nostalgici dell'Irlanda abbiamo rivissuto, in
piccolo, i panorami delle "Cliffs Of Moher"; Con lo sfondo di questo splendido panorama
Daniela offre un primo drink per il suo compleanno. La
serata si conclude a Lisbona sorseggiando Ginjinha o
Ginja. Messaggino da Piano per Daniela da parte di
Emanuela e chiamata da Peppe, Angela e Silvio.
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Sintra - Paco Real |
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Palacio De La Pena |
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Cabo da Roca |
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22 agosto Lagos |
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Auguri ad Elvio di prima mattina il cui compleanno segue
a ruota quello di Dani Dani. Oggi compiamo la trasferta
più lunga del nostro viaggio: da Lisbona a Lagos, verso
il mare del sud.....le nostre auto parcheggiate al
fresco dell'Hotel sono pronte, ma Moreno si difende da
un condizionatore mal funzionante tappando la bocchetta
con del nastro da imballaggio. Percorriamo il ponte 25
Aprile verso l'autostrada dove acquistiamo una cartina,
visto che Enio ha lasciato il navigatore, attraversando
la regione dell'Alentejo , una pianura arsa dalla
calura, con vaste estensioni coltivate a cereali
alternati ad oliveti e querce da sughero. Nonostante la
mappa non riusciamo a reperire l’Hotel se non dopo
diversi tentativi così due “panini all’arrangiata” sono
tutto il nostro pranzo. Tanto per cambiare troviamo
anche qui delle camere spartane e perlopiù a letti
singoli.. Visita a Sagres e Capo S.Vincenzo dove
finalmente gustiamo un buon gelato. Il vento impetuoso
non ci impedisce di visitare la Fortezza di Sagres e
fare una passeggiata sul promontorio, Enio si rifiuta di
farsi spettinare dal forte vento e ci aspetta al riparo. Arrivano anche
stasera gli auguri del “resto della Valletta” che si
informa anche su come procede la gita. A cena grande
festa e prezzi modici per Daniela ed Elvio con ricco menù, dolce,
champagne e conclusione a tarda notte. |
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Lagos |
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Cabo de Sao Vicente |
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Fortaleza de Sagres |
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23 agosto Evora |
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Appuntamento alla solita ora per la colazione, Letizia
frega tutti alzandosi prima per fare il bagno
nell'oceano. Si torna indietro destinazione Evora
regione dell'Alentejo, ripercorrendo buona parte della
strada fatta il giorno prima, commemorazione del
navigatore che Enio ha lasciato a casa. Luciano è eletto
capo-carovana fino alla periferia di Evora, a Giovanni
spetta invece la guida verso la destinazione finale
dell'hotel ; visto che non ci sono stati contrattempi o
indecisioni tutti buoni a commentare “troppo facile,…
c’erano i cartelli".
L’ora di pranzo ci vede sistemati in un bell’albergo con
piscina: è l’ora di sfoderare i costumi da bagno per un
bel tuffo … con calma …dopo il riposino … (visto che non
c’è più il fisico, il prossimo anno forse ci converrà
“passare le terme” anziché andare a giro per il mondo).
La città ci offre le sue bellezze artistiche romaniche:
Tempio di Diana e Terme, Medioevali: La Cattedrale (Sé)
purtroppo chiusa, Moresche: le azulejos, di cui è
completamente ricoperta la cappella del convento dos
Loios. Altare ligneo dorato – Università splendida –
edifici bianchi con rifiniture gialle -visita in centro
e acquisto cartoline che vengono compilate prima di cena
– Ivana ha provato ad imbucarne una in un distributore
di preservativi fuori dalla farmacia (forse aveva
scritto saluti del ca...volo) – Elvio e Riki non
hanno rinunciato alla solita partitina a carte prima di
dormire. |
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Evora |
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24 agosto Nazarè |
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Il viaggio continua, con destinazione Nazarè antico
villaggio di pescatori (si ritorna nella regione
dell'Estramadura a nord di Lisbona) , Elvio dirotta il
gruppo su Tomar tirando dritto in autostrada con
soppressione unilaterale di tutti i p.p.- stop e
caffè-stop, tutto ciò per visitare il convento-fortezza
dei Templari, il Convento di Cristo con campanile
ottagonale , come pure ottagonale è la cappella
dell’altare, chiesa nella chiesa, che conta 16 lati. Nel
dedalo di corridoi e chiostri si perde Ivana per la
quale viene proposta all’unanimità la badante (vista la
buca delle lettere di ieri e la sparizione di oggi)
…semprechè non abbia trovato a far bene con qualche bel
tenebroso templare!!! Per farsi perdonare del colpo di
mano Elvio offre il caffè, ma intanto è' arrivata l'ora
di pranzo perciò scendiamo a Tomar e ci infiliamo in un
piccolo ristorante dove ci saziamo, a buon mercato, con
pesce e carne a volontà. Come da programma strisciamo,
senza fermarsi, Fatima puntando diritti a Batalha alla
Chiesa Santa Maria della Victoria – che comprende la cappella di Jovanni
I, Filippa e figli e vetrate magnifiche. Di seguito
ci rechiamo al
Monastero cistercense di Alcobaca cattedrale gotica a
tre navate con abside a doppio colonnato esterno e
portale gotico + manuelito – chiostro interno a bifore e
trifore – cucine favolose e un enorme refettorio con
pulpito per il lettore. Dà l’idea di un convento di
gaudenti perfino un rivolo del fiume era stato deviato
per far arrivare dritte in cucina le trote fresche.
Abbiamo fatta la cresta su tutti gli ingressi di
Riccardo e Enio accorciando o allungando l'età a seconda
della convenienza ....e poi dicono ...portoghesi. Terminata la visita a questi due splendidi
monumenti patrimonio mondiale dell'Umanità Unesco ci
dirigiamo verso la vicina meta di Nazarè. Questa ci si
presenta come una città turistica sul mare (tipo Rimini)
dove in una bolgia di auto e villeggianti Giovanni ci
conduce in direzione del centro verso il lungomare.
Disperiamo di raggiungere la meta quando il nostro
“conducator” ordina a Riccardo di cercare sulla cartina
via “Sanitarios” (perché ha visto un cartello che
indicava i servizi pubblici), più tardi scambia
un’attempata signora, ferma ad un incrocio per offrire
camere ai turisti, per Ivana; fortuna vuole che l’hotel
sia proprio a due passi, e ci viene dato il benvenuto
con un buon bicchiere di porto. Davanti ad un tramonto
eccezionale Riccardo e Elvio addentano un pezzo di pizza
… di frodo… per concludere poi la serata, come sempre ,
con un buon gelato sul lungomare animato di gente e
musica (per ora il più buono è stato quello di Evora in
via Bombarda). |
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Tomar- Convento de Cristo |
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Monastero di Batalha |
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Alcobaca- Mosteiro de Santa Maria |
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Nazare |
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25 agosto Coimbra - Porto |
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Ultimo trasferimento, anche oggi si decide una
piccola variante per Coimbra (Beira Litoral) prima di
raggiungere la meta finale di Porto. Coimbra sede
vescovile, celebre città universitaria. Nella parte alta
visitiamo l'Università e la sua settecentesca Biblioteca
rischiando di lasciare fuori Dani-Dani perché Giovanni ,
distratto, dice alla custode che lei non è dei nostri.
Approfittiamo della buona mensa universitaria. Durante
la discesa verso la parte bassa Ivana cade scivolando su
una scalinata e rimane seduta senza fiato per un pò
prima di riprendersi.
Lasciata Coimbra puntiamo dritti su Porto, ma urge un
immediato stop (fortunatamente possibile), oggi non è
giornata!!! La città non è lontana ma ci impicciamo su
una rotonda, Riccardo, navigatore di Giovanni, non
riesce a fare il "punto auto", siamo fuori dalla nostra
mappa. Chiedendo aiuto ci viene detto di seguire un
autobus che transitava proprio in quel momento per cui
risaliamo in macchina in fretta e furia per iniziare
l'inseguimento. Dopo un pò il navigatore torna a
funzionare e ci conferma che stiamo procedendo per la
direzione giusta e anche molto vicini alla meta, peccato
che qualcuno avvista all’ultimo momento l'indicazione
per l'hotel, con una azzardata manovra di inversione ci
intrighiamo in una serie di sensi
unici che ci fanno girare la testa, ma riusciamo a
raggiungere l'hotel (se avessimo continuato a seguire
l'autobus lo avremmo trovato appena dietro l'angolo).
Scarichiamo i bagagli per riconsegnare le automobili in
orario (dopo aver rimosso il nastro da imballaggio in
quella di Moreno. La piazza dell'hotel (Batalha) è
caotica e senza parcheggi, ingombra di rotaie e vecchi
tram, ma il centro storico è davvero caratteristico,
bello e vivibile, la case sono costruite su più strati e
alcuni edifici sono rivestiti di azulejos con balconcini
e Chiese in ogni dove. E’ circondata da mura con mille
botteghe di souvenir e ristoranti. Sul fiume Douro
(beato lui) c'è la Chiesa di
San Francesco, esterno gotico, interno barocco tutto
legno laminato in oro (circa 100 kg. di oro) uno sfarzo
mozzafiato anche un tantino eccessivo. Dopo un meritato
riposo siamo alla cena, Ivana accusa i postumi della
caduta di Coimbra. Recuperata la normalità, si parte per
la prima escursione notturna di Porto, ma la prima
strada che imbocchiamo non è quella giusta, una via Prè
Genovese di una volta, è consigliabile girare
velocemente i tacchi verso nuova direzione, la via
sembra più tranquilla, ...troppo tranquilla, ...addirittura
deserta, ma arriviamo ugualmente fino alla torre
campanaria dos Clerigos, poi però, un po’ delusi,
torniamo indietro e si va tutti a nanna. |
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Coimbra |
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26 agosto |
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Ultimo
giorno di visita, domani si riparte. La nottata non è
stata sufficiente per il recupero totale di Ivana ma si
parte per l'escursione, questa volta con le idee più
chiare sulla direzione da percorrere. Non ci sono monumenti importanti
ma l'antico centro storico affascin. Percorriamo un caratteristico vicolo e spuntiamo al Cais
de Ribeira la banchina lungo il fiume Douro. l'angolo più
pittoresco della città. Approfittiamo per continuare le
compere , tovaglie e lenzuola, iniziate a Batalha con le
prime presine , asciughini etc...attraversiamo il ponte
de D. Luis e ci troviamo a Vila Nova de Gaia, sobborgo
famoso per le sue cantine di stoccaggio del Porto. Si
decide per il pranzo, poi un salto alla più vicina
farmacia per riattivare Ivana e subito dopo un visita
alla cantina Ferreira. Non abbiamo resistito
all'acquisto di svariate bottiglie di porto. La serata
si conclude, dopo una pausa in hotel e cena in Ribeira,
con il più buon gelato del Portogallo di una gelateria
Veneta . |
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Porto |
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27 agosto |
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Si
ritorna a casa, alle sei e trenta già tutti pronti, la
prima colazione di corsa ad attenderci davanti l'hotel
per iltrasferimento in aeroporto ci sono due automezzi:
un pulmino ed una auto mercedes limousine proprio per
Mariangela.Caricati i bagagli le porte della limousine si aprono per Mariangela e
Giovanni che per tutto il viaggio guardano tutto intorno
esterefatti senza proferir parola. Mai gita ebbe
mgliore conclusione. In aeroporto comincia il calvario,
al check-in le bottiglie non passano, per non mollare il
malloppo siamo tornati indietro per spedirle come
bagaglio ...... immaginatevi i problemi .. ma alla fine
sono partite. Siamo arrivati a Roma, al ritiro bagagli
c'era ansia non solo per le valige ma anche per le
bottiglie, difatti il pacchetto di Moreno nonostante
l'oneroso investimento per la confezione (valore
dell'involucro superiore a quello della merce), arriva che perde,
preso dall'ira decide di lasciarlo., ma le donne non
mollano vogliono controllare. Prendono su il pacchetto
si chiudono in bagno e tornano vittoriose con le
bottiglie sane e salve solamente con una bottiglietta mignon
in meno. Chi persevera ... viene premiato. |
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Porto-Piancastagnaio |
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Un grazie di cuore ad Angela per il tempo che dedica
ogni anno a tradurre, condividere e riportare su queste
pagine, con il suo inconfondibile stile, i nostri
appunti e ricordi di viaggio.
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